educazione, famiglia

Il bambino senza nome

OTTOBRE E’ IL MESE PER RICORDARE I BAMBINI MAI NATI, QUINDI OGGI VORREI POSTARE UNA PICCOLA STORIA TROVATA SUL WEB E RIVISITATA DALLA SOTTOSCRITTA.
ATTRAVERSO QUESTE RIGHE NON SI GIUDICA NESSUNO E NESSUNA SCELTA MA SI CERCA SOLO DI RIFLETTERE SU UN ARGOMENTO MOLTO DISCUSSO SPECIALMENTE IN QUESTI GIORNI, OSSIA L’ABORTO.
BUONA LETTURA
Ciao, mi chiamo…anzi, non mi chiamo…sono ancora troppo piccolo per avere un nome; ho appena qualche settimana di vita e la mamma ancora non si è accorta di me. Percepisce in lei qualcosa di diverso, ma non immagina cosa possa essere (sbalzi d’umore, capogiri, stanchezza). Non sa che sono dentro di lei, ma ad un tratto realizza di avere un ritardo e si spaventa.
La mamma è giovane, va a scuola,sento la sua angoscia e la speranza della mia inesistenza mi ferisce. Passano i giorni e continua ad ignorare la cosa, oggi però ha trovato finalmente il coraggio di scoprire la verità: sta entrando in farmacia e a voce bassa, come se si vergognasse di me, chiede un test di gravidanza. Torna a casa, si chiude in bagno e affronta la realtà, dopo qualche istante ha la certezza che c’ero. Mi ha colpito la sua disperazione, ma forse è solo paura momentanea: “Non piangere mamma, ci sono io con te”.
Adesso chiama al papà, non so cosa gli stia dicendo,ma è arrabbiata con lui, gli urla che io non sono un dente che si può estrarre, sono un ESSERE UMANO, dice che non può tirarsi indietro, lui è mio padre.
E’ così piccola ancora la mia mamma, ha bisogno del sostegno del mio papà, anche per dirlo ai nonni, e invece deve fare tutto da sola perchè papà ha deciso di non voler sapere nulla di me. “Perchè non mi volete? Sono solo un bimbo innocente”.
Ora la mamma lo sta dicendo alla nonna, che si infuria e le tira uno schiaffo: ” Ma perchè non devo nascere nonna?” Tranquilla mamma, con il tempo andrà tutto bene, nonna si tranquillizzerà e forse papà tornerà.
Sono passati 3 giorni, ho 3 giorni di vita in più,che bello sentire il battito del tuo cuore mamma, svegliarmi e addormentarmi con te, non vedo l’ora di nascere mamma, di imparare a camminare, parlare e correre, voglio che mi insegni tutto ciò che sai mamma”.
Ora stiamo entrando in uno studio medico: “Perchè piangi mamma?” Ci sono dottori, infermieri: “Sei venuta a vedere se sto bene?”
Ti accarezzi il ventre e continui a dire di perdonarti, perdonami bambino mio, “Ma perchè devo perdonarti mamma, cosa stai facendo?” Ad un tratto un ago invade il mio piccolo mondo, “ecco ho capito tutto; non mi insegnerai a camminare e parlare perchè io non nascerò mai. Non piangere mamma, ti perdono.
Chissà se esiste un paradiso per i bimbi mai nati.
“Addio mamma, saremmo stati felici insieme, il tuo bambino senza nome”.
Dal web rivisitata da Educatrice Risponde
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