educazione

Quando il bulletto è in casa…

 

bully-624747_960_720Cosa fare se ci rendiamo conto che nostro figlio è un bulletto?

Allora, partiamo dal presupposto che si, esistono dei segnali che possono metterci in guardia su un eventuale strada sbagliata, presa da nostro figlio, ma la nostra “apprensione genitoriale”, non deve portarci a vedere ciò che non esiste. Mi spiego meglio, un bambino sicuro di se, che si fa valere e si impone sul gruppo NON E’ UN BULLO, ma semplicemente una persona con un carattere più forte rispetto ad un altra.

Generalmente il comportamento aggressivo del bambino, che è alla base dell’atteggiamento del bulletto, è il risultato di un sentimento interiore che lui vive, quale la rabbia o il dispiacere magari per un clima familiare non sereno, o la separazione dei genitori, l’abbandono; ma anche l’essere troppo accondiscendenti o troppo rigidi nell’educazione può essere una causa scatenante.

Detto ciò, evidenziamo quelli che posso essere dei campanelli di allarme:

  • il bambino esprime la propria rabbia in modo distruttivo ( sbattendo le porte, usando il linguaggio delle mani, parolacce…);
  • arroganza con i genitori e a scuola;
  • incapacità di seguire le regole;
  • rendimento basso a scuola;
  • violenza con i genitori e a scuola.

Ma cosa possiamo fare come genitori?

Come prima cosa, cerchiamo di prevenire il problema prima che diventi tale:

  • COMUNICHIAMO CON LUI  con sincerità;
  • far capire che OGNI AZIONE GIUSTA O SBAGLIATA PORTA A DELLE CONSEGUENZE: sottolineare anche un dispetto fatto ad un amico, provoca il dispiacere nel compagno in modo che capisca come ci si sente ad essere dalla parte della vittima;
  • IMPORTANZA DELLE REGOLE E DEL DIALOGO: imparare a parlare quando l’altro ha finito.
  • GESTIRE LA RABBIA: insegnare al bambino ad esprimere la rabbia che sente in modo costruttivo e non attraverso la violenza.
  • NON ASSECONDARLI SEMPRE: quest’ultimo punto è indirizzato a noi genitori, IMPARIAMO A DIRE NO ai nostri figli.

Ma se ormai il problema bulletto è entrato nelle nostre case cerchiamo di affrontarlo:

  • ponendoci in maniera paziente e costruttiva, i gesti estremi non portano a nulla, anzi…
  • ragioniamo con lui, sul suo atteggiamento, senza giudicarlo, ma cercando di capire cosa vuole dire comportandosi in quel modo, far sentire che noi siamo al suo fianco per ascoltarlo e risolvere insieme ciò che lo preoccupa o destabilizza.
  • Aiutiamolo a trasformare questa rabbia che sente in energia positiva verso gli altri, deve imparare ad usare al meglio le sue abilità e capacità;
  • creare rapporti sinceri e validi con i propri coetanei, magari attraverso lo sport o i ritrovi dopo scuola;
  • farlo parlare con la vittima, o cercare di farlo immedesimare in esso, cosi da capire come ci si sente a subire queste “violenze”;
  • Siate presenti e osservate osservate e osservate;
  • collaborare con la scuola e insegnanti.

 

Educatrice risponde

 

 

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