educazione

Sono sempre tuo figlio/a

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“…Chi non sa, nel senso che non ha vissuto in prima persona, ha spesso in mente una tale raffigurazione che è incrostata da anni nella nostra cultura: quando sente parlare di omosessualità pensa in modo immediato a due corpi su un letto, come se sempre ci fosse il sottinteso di un altro termine antico nella nostra cultura: perversione.
Io che nel mio piccolo invece ho visto, so che si tratta di amore. Dai primi innamoramenti a quelli più maturi sono semplicemente legami d’amore che certamente, contengono anche e per fortuna la sessualità ma che corrispondono in tutto allo stesso senso che il pensare comune attribuisce ai rapporti affettivi eterosessuali.
Mi piacerebbe che anche gli altri lo sapessero e che coloro che lo sanno lo dicessero più spesso e mi piacerebbe anche che in un mondo ideale persino il termine omosessualità venisse sostituito quando se ne parla con altri termini che contengano al posto della radice della parola sesso quella della parola amore.”
(Estratto di una lettera di un padre di una ragazza lesbica)

 

“La notte scorsa ho sentito la tua conversazione telefonica con Mike sui tuoi programmi di venire da me e fare coming out. L’unica cosa di cui ho bisogno è che tu porti a casa il pane e OJ dopo le lezioni. Siamo fuori, come te adesso.
Ho saputo che eri gay quando avevi sei anni, ti ho amato da quando sei nato.
Papà
Post scriptum: tua madre e io pensiamo che tu e Mike siate una bella coppia.”
(Lettera di un padre al figlio gay)

Oggi attraverso questo due lettere vorrei parlare di un argomento un po delicato, quello dell’omosessualità. Cosa accadrebbe se tuo figlio/a ti dicesse di essere omosessuale? O se ti rendessi conto da solo del suo orientamento sessuale?

Non facciamo i finti perbenisti e ammettiamo che sicuramente è una notizia che in qualche modo ci scioccherebbe inizialmente, ma una volta elaborata, si può cominciare ad imparare ad accettare i figli per come sono, indipendentemente da chi amano.

Si lo so, molti di voi penseranno che è facile predicare buoni propositi, che la nostra è una società bigotta, dove l’orientamento sessuale può segnare e cambiare la vita di un intera famiglia; ma come si può pretendere di cambiare modo di pensare di una società se prima non lo si fa all’interno della famiglia stessa?

Tutto parte proprio da li, da quel piccolo nucleo che è la famiglia, e noi, come genitori abbiamo il dovere di accompagnare i nostri figli nel loro percorso, senza farli sentire in colpa per ciò che provano, aiutandoli a vivere e senza impedire loro di poter amare.

Impariamo ad ascoltarli, ad osservarli senza giudicare, lasciandoli liberi di scegliere chi essere, solo se sentiranno sicurezza e fiducia in famiglia potranno avere il coraggio di seguire il proprio cuore senza sentirsi “diversi”, diventiamo i primi difensori dei nostri figli nella loro battaglia per l’amore, perchè in fondo si parla proprio di questo, di semplice amore, lo stesso che ci ha permesso di generare nostro figlio non può essere la causa di un nostro ripudio o allontanamento.

Ricorda, che sia etorosessuale o omosessuale rimarrà sempre tuo figlio.

 

 

Giuseppina Biafora

 

 

 

 

 

 

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