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“IL MAMMO”, UN PADRE AFFIDATARIO

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Negli ultimi anni, il fenomeno dell’instabilità coniugale, sta conoscendo in Italia una fase di rilevante aumento. Si tratta di eventi spesso traumatici, tali da modificare il corso di vita dei soggetti direttamente e indirettamente coinvolti (coniugi, figli, rete di parentela). La situazione più problematica è in ogni caso quella dei padri che, vedono i figli non più di qualche volta l’anno; tale condizione è abbastanza comune, poiché riguarda quasi un padre su quattro tra i separati con figli.

L’intensità della relazione tra padri separati e figli è legata allo status socio-culturale, infatti, mentre tra i padri laureati o diplomati il 55.8% vede i figli almeno una volta a settimana e il 38.3% li sente telefonicamente tutti i giorni, tali percentuali si abbassano rispettivamente al 41.4% e al 17.3% per chi ha titolo di studio più basso. Esiste inoltre anche un legame con la ripartizione geografica: al Sud i separati vedono meno frequentemente i figli[1].

Le famiglie monogenitoriali patricentriche, sono negli ultimi anni in aumento, sono passati da 272 mila a 323 mila[2]; in genere l’affidamento ai padri, avviene per incapacità della madre di accudire i bambini, ossia quando la madre ha abbandonato i propri figli o ha intrapreso una relazione extra-coniugale; questo spiega il perché, a differenza degli uomini, le madri vivono con più dolore la separazione dai figli, anche perché a questo viene affiancato l’etichettamento sociale di “cattiva madre”.

Possiamo dire che esistono due tipologie di padri affidatari: quelli che per forza maggiore hanno dovuto assumere l’affidamento dei figli in seguito all’abbandono da parte della madre; e quelli che hanno lottato con battaglie legali per ottenerne l’affidamento; questi ultimi vivono questo nuovo ruolo con serenità e buon organizzazione domestica poiché è stata una scelta voluta.

Le difficoltà che i padri soli incontrano, sono simili o forse, a quelli che può incontrare una madre affidataria, come la mancanza di tempo, le limitazioni nella vita sociale e le difficoltà sul lavoro dovendo sostenere la doppia presenza.

Se nel matrimonio, il loro rapporto con i figli era mediato dalla figura materna, queste nuove famiglie monoparentali patricentriche sono la dimostrazione che, anche i padri possono crescere da soli i propri figli.

[1] www.istat.it , Madri sole e padri soli in crescita, anno 2005.

[2] Ibidem.

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