educazione

La famiglia individualista

family-therapy-2340286_960_720“Non esiste un modo di essere e

di vivere che sia il migliore per tutti e la famiglia
di oggi non è né più né meno perfetta

di quella di una volta: è diversa perché le circostanze sono diverse”

 Émile Durkheim

Le parole scritte nel lontano 1888 da Émile Durkheim, (pedagogista e sociologo francese) si possono considerare ancora più che valide e ci possono aiutare a comprendere le pluralità di forme familiari  presenti oggi.

Esistono tanti modi di definire una famiglia, ma essa oggi viene sempre più considerata una istituzione sociale complessa, al cui interno, si possono trovare diversi tipi di legami, come le famiglie ricostituite o a quelle monogenitoriali, è quindi difficile trovare una definizione univoca, tuttavia, possiamo dire che la famiglia, è un fenomeno bio-sociale, che deve essere considerato all’interno dei mutamenti politici e culturali di una società, quindi, le cause che portano alla  trasformazione della famiglia, non vanno ricercate all’interno di ogni singolo individuo, ma all’interno della società di cui esso fa parte.

Oggigiorno, viviamo in una società improntata sull’individualismo, forse è questo il motivo per cui il matrimonio è entrato in crisi; infatti, come osserva la sociologa francese Irene Thery: “il matrimonio, pur avendo attraversato nei secoli numerose trasformazioni, aveva conservato fino a poco tempo fa, la funzione di fondare non solo la coppia, ma anche la famiglia e la filiazione; la definizione stessa di famiglia e la sua stabilità erano insomma fondate sull’ipotesi della continuità della coppia; oggi invece nella nostra società il matrimonio è diventata un esperienza soggettiva: scioglierlo o romperlo attiene alla coscienza individuale”[1].

Viviamo in una società in continuo movimento dove le persone, accelerano i loro ritmi, sempre alla ricerca di attività che li facciano sentire protagoniste, tutto è finalizzato al raggiungimento del benessere personale,  una società dove, il consumismo ha contaminato le stesse relazioni, dove la tecnologia ha  sostituito il piacere dell’incontro, la vicinanza con l’altro, è la società dei mass media, dove tutto appare e si spende attraverso essi.

Tutto ciò, investe inevitabilmente la sfera familiare, basti pensare all’aumento delle separazioni e divorzi nel nostro Paese. I media, presentano svariati modelli di famiglia e, senza che ce ne accorgiamo, influenzano il nostro pensiero, imponendoci un idea di famiglia incentrata sulla convivenza e non sul matrimonio.

La coppia coniugale e genitoriale, si trova a vivere ruoli e compiti difficili e consapevoli, sempre più spesso, di non essere in grado di continuare nell’impegno preso con il partner e con i figli, chiedono un aiuto alle istituzioni, la cui risposta molte volte è assente.

Nella nostra società, l’instabilità e la pluralità delle famiglie derivano da una scelta volontaria dei soggetti coinvolti,  ed esprimono un rifiuto crescente del matrimonio[2]. I fattori che hanno provocato questi cambiamenti possono essere:

– di natura socioeconomica come: l’industrializzazione avanzata, la civiltà urbana, l’ingresso di massa delle donne nel mercato del lavoro;

– di natura culturale come: il declino dei valori religiosi tradizionali, il pluralismo delle idee, l’affermazione dell’autonomia individuale e dell’ideale dell’amore romantico.

Paradossalmente, sembra che sia stata la scoperta dell’individualismo affettivo, l’aver posto l’amore romantico a fondamento del matrimonio nella società contemporanea, a rendere più fragile di un tempo l’unione coniugale.

In passato, il venir meno dell’amore in una coppia non poneva fine all’unione perché le convenzioni e gli interessi economici e di potere non lo consentivano; le aspettative di felicità della coppia e dei singoli individui sono aumentate, l’unione rischia quindi di perdere la sua ragione di esistere quando il sentimento amoroso viene meno.

Purtroppo oggi, rispetto al passato, si arriva con maggiore facilità al divorzio; forse ciò accade anche perché un tempo, quest’ultimo, era una decisione socialmente marchiata come una colpa, a differenza di ora il quale, sta acquisendo una legittimazione sociale; esso comunque non è più una sola prerogativa giurisprudenziale, poiché, accanto ad un percorso legale, vi è anche un processo psicosociale molto complesso.

Uno dei primi studiosi ad occuparsi della complessità psicologica e sociale che un divorzio scatena, fu lo psicologo Bohannan, il quale, mise in evidenza varie dimensioni della vicenda esistenziale che accompagna il processo del divorzio;  tale  evento, nella sua complessità, pone un termine al patto coniugale, ma  mantiene saldo il legame genitoriale.

Detto ciò possiamo concludere dicendo che la famiglia, è un bene prezioso e per tutelarlo e mantenerlo bisogna che la società, non si dimentichi di riconoscere la centralità di questo bene, perché, nonostante tutti i cambiamenti e trasformazioni che essa ha subito  negli ultimi anni resterà per sempre il punto di riferimento e la risorsa fondamentale per il nostro Paese.

[1] Cfr. Toscano M. A., Introduzione alla sociologia, Franco Angeli, Milano 2006.

[2] Cfr. Zanatta A.L., Le nuove famiglie, il Mulino, Bologna 2008.

 

Giuseppina Biafora

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