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FAMIGLIA DI IERI CONTRO FAMIGLIA DI OGGI

home-303656_960_720Nel 1888, in una delle lezioni di sociologia tenute presso l’università di Bordeaux,  intitolata “introduzione alla sociologia della famiglia”, il sociologo francese,  Émile Durkhein, disse: “la famiglia di oggi non è ne più, ne meno perfetta di quella di una volta, è diversa, perché le circostanze sono diverse”[1].

Queste parole, scritte più di cento anni fa, si possono considerare ancora valide, e ci aiutano a capire il cambiamento che investe oggi la famiglia; essa è il prodotto della società e quindi è soggetta a cambiamento.

Per molti secoli, la famiglia, come gruppo domestico, ha costituito sia, il luogo naturale all’interno del quale si garantiva la continuità delle generazioni attraverso la riproduzione, sia una impresa produttiva, finanziaria o politica.

[1] Extrait des Annales de la Faculté des lettres de Bordeaux, 10, 1888.

Tra le principali trasformazioni, che intervennero nel cambiamento della famiglia ricordiamo quelle demografiche:

– calo della nuzialità;

– aumento delle convivenze non matrimoniali;

– calo della fecondità;

– aumento dell’instabilità coniugale.

Oggi i sociologi, non parlano di famiglia, ma di “famiglie” per indicare, la varietà di modi di vivere insieme e di esperienze familiari che, l‘individuo, attraversa nel corso della vita.

La famiglia tradizionale, fondata sul matrimonio, a seguito di mutamenti familiari di grande portata, tra cui: il passaggio dall’epoca d’oro del matrimonio all’alba della coabitazione, dalla centralità del bambino, a quella della coppia, e da un modello unico di famiglia a una pluralità di forme familiari,. si trasforma da, esperienza totale a esperienza parziale della vita dell’individuo.

Facendo un passo in dietro nel tempo, ricordando qualche fiaba che ci veniva raccontata da piccoli, ci rendiamo conto che, anche nel passato, esistevano pluralità di forme familiari , ma avevano un significato diverso; ad esempio la morte di uno dei coniugi, o l’emigrazione di massa, avevano dato origine, a un numero maggiore di famiglie con un solo genitore, o formate da una sola persona (come le vedove bianche) o famiglie ricomposte un esempio di quest’ultima è la fiaba che tutti conosciamo di cenerentola.

Anche nel passato, erano presenti segni di instabilità, ma ciò traeva origine da eventi involontari, che, non mettevano in discussione il matrimonio come istituzione. Presente, era anche la convivenza, ma era vista come un anticipo al matrimonio (ricordiamo la fuitina presente ancora oggi nel sud Italia) e non un alternativa ad esso.

Dobbiamo rimpiangere o no la famiglia del passato? Questa è la domanda che forse un po’ tutti ci poniamo; un tempo la casa, era il luogo dove si imparavano i valori necessari, per saper vivere con gli altri; i ruoli all’interno della famiglia, erano ben definiti: la moglie, era colei che si occupava della cura della casa e dell’educazione dei figli; il marito, era il capofamiglia, colui che provvedeva ai bisogni economici e che dominava su tutti gli altri membri; i figli maschi, una volta raggiunta una certa età, imparavano dal padre tutto quello che era necessario per diventare anche loro in un futuro, il capo famiglia, ed infine le figlie femmine aiutavano la madre nei lavori domestici, preparandosi a diventare anch’esse casalinghe. Avveniva così che, i figli, sviluppavano la loro personalità all’interno di questo contesto, assumendo i valori e gli atteggiamenti, di coloro che gli stavano vicino, senza poter sviluppare la propria individualità.; non c‘era possibilità di crescita personale, e di esperienza al di fuori dell’ambito familiare.

Nella società moderna, col miglioramento del tenore di vita, uomini e donne, sono diventati più individualisti, volendo soddisfare i loro piccoli vizi a tutti i costi. Oggi, con il caro vita, questo, può essere fatto dalle persone senza figli, i quali, oltre a soddisfare vizi, dal punto di vista economico, possono ad esempio, dedicare il tempo libero ai propri hobby, possono passare più tempo con gli amici, andare spesso al cinema, al ristorante, e così via.. Avere due o più figli, nella società di oggi, è uno svantaggio economico, prima di tutto, per i figli stessi, molti dei quali, ad esempio, non appena finita la scuola devono andare subito a lavorare senza la possibilità di continuare gli studi.

Importante anche, è ciò che avviene al di fuori del nucleo familiare, in primo luogo, i ragazzi, hanno le proprie esperienze di vita, quindi, non conoscono la vita stessa attraverso i racconti degli altri, come succedeva una volta; inoltre, il relazionarsi ogni giorno con persone diverse, le quali hanno punti di vista differenti, li portano al confronto con l’altro, e alla tolleranza..

Come ogni cosa, ci sono aspetti positivi e aspetti negativi per ogni parte, quindi, alcuni, forse pensano alla famiglia tradizionale con nostalgia e rammarico,  quella famiglia dove ancora persistevano i valori; altri invece, guardano alla nuova famiglia, nonostante i suoi cambiamenti, come un luogo di intimità e di affettività, ma dove a volte, governano anche immagini di oppressione, obbligo, egoismo violenza; ma nonostante ciò, la famiglia, resta un valore essenziale per gli adulti e per i giovani, rimane un punto di riferimento e conserva in se, un grande significato affettivo ed esistenziale.

(tratto dalla tesi: “La famiglia un’istituzione in continuo mutamento”)

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